Non è mai troppo presto per cominciare a lavarsi i denti. Così come non è necessario aspettare la prima carie per portare i nostri figli a conoscere chi li aiuterà ad avere cura della propria bocca. E a trasformare questa pratica in una irrinunciabile abitudine quotidiana.

La prima seduta di pedodonzia (chiamasi così l’odontoiatria pediatrica) sarebbe bene fosse prenotata a bocca sana. Perché presentarsi dal dentista con già un problema complica le cose e necessita di un intervento d’urgenza, quando l’idea sarebbe approcciarsi al professionista dei denti come si fa con un alleato.

Come raccomandato dalle linee guida italiane e, in un’ottica di collaborazione con il pediatra, è consigliabile prevedere la prima seduta odontoiatrica intorno ai tre anni.

Sedersi sulla poltrona del dentista può essere vissuta come una vera e propria avventura. Roba da esploratori, insomma. Conoscere la propria bocca, sapere quanti sono i denti da tenere puliti e capire perché non trascurarli è fondamentale per avere denti forti anche da adulti.

I segreti di un buon pedodontista sono la sensibilità e la capacità di trasmettere una competenza giocando, perché prima si comincia e prima si diventa consapevoli della necessità di una buona pulizia dentale. Ecco allora che alla prima esplorazione il bambino sarà messo davanti a uno specchio e posto nelle condizioni di fare da sé.

Le regole da seguire, anche a casa, sono semplici e fanno rima con igiene, alimentazione e prevenzione.

Uno, lavarsi i denti almeno la mattina consumata la colazione e la sera prima di coricarsi.

Due, spazzolare i denti con piccoli movimenti rotatori.

Tre, muovere lo spazzolino dalle gengive verso i denti e non viceversa. Mai accanirsi orizzontalmente sul povero smalto dell’arcata dentale.

Quattro (attenti, genitori!), fino agli otto anni è necessaria la supervisione di un adulto.

Cinque, scegliere lo spazzolino giusto: setole né troppo dure né troppo morbide. L’opzione migliore sarebbe dotare i bambini di uno spazzolino elettrico, meglio se dotato di timer.

Sei, acquistare un dentifricio al fluoro (che ha proprietà antibatteriche) adatto all’età dell’utilizzatore.

Sette, ridurre il più possibile il consumo di caramelle e di “schifezze” fuori pasto ed evitare bevande zuccherate prima di andare a dormire visto che la notte è il momento che più favorisce la prolificazione dei batteri.

Infine, un trucco divertente che potrà essere ripetuto successivamente a domicilio perché, a fine seduta, l’amico dentista avrà regalato al suo nuovo paziente un allegro kit per una pulizia coi fiocchi. Di cosa si tratta? Di compresse rivelatrici di placca. Scioglierle in bocca sarà un po’ come trasformarsi in un super eroe dalla bocca fucsia. Proprio così, avete capito bene. Una pasticca sarà più che sufficiente per rendere fosforescenti tutte le impurità rimaste fra i denti che avranno così i minuti contati. Basterà agguantare le armi segrete – lo spazzolino o il filo interdentale – per rimuoverle a fondo e sciacquare accuratamente la bocca. Una volta interiorizzato il metodo, le compresse rivelatrici di placca saranno solo un ricordo.

La pulizia della bocca, se svolta quotidianamente, si trasformerà in un’abitudine in grado di evitare buona parte delle problematiche future. Per questo è fondamentale rendere i bambini autonomi sin da subito. Quanto all’alleato dentista, basterà incontrarlo ogni sei mesi per assicurarsi che tutto procede al meglio e per prevenire eventuali difetti della crescita.

 

A cura dott.sse Valeria Peronace – Agnese Salotti

dentista – pedodontista

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